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Dia de los Muertos, la Festa Messicana patrimonio dell’Umanità

Ci spostiamo in Messico dove in questo periodo è impossibile non dedicare un po’ di attenzione alla famosa festa del Dia de los muertos. La conoscete? Alcuni di voi, sicuramente chi ha bambini in casa, ne sarà venuto a conoscenza guardando il cartone animato della Disney uscito nel 2017 “Coco”.  Ma andiamo a vedere di cosa si tratta.

La sua origine è azteca e risale in epoca antichissima, millenaria. Non un giorno dedicato alla morte, ma una celebrazione alla vita, così sentita e radicata nella tradizione, che nel 2003, l’Unesco l’ha dichiarata Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Una delle poche usanze della cultura indigena sopravvissuta ai tempi, una credenza profondamente incisa in Messico che coinvolge tutti gli abitanti sia dei piccoli villaggi che delle grandi metropoli.

Si pensa che in questo giorno, tra l’1 e il 2 novembre, i cari estinti, tornino sulla terra in visita ai propri parenti i quali riempiono gli altari dedicati ai defunti con cibo e offerte. La morte, per i messicani, è considerata un passaggio gioioso, perciò non si troveranno per le strade streghe e vampiri come nelle tradizioni anglosassoni, ma bambini e adulti con il volto truccato come calacas, scheletri colorati che si divertono, ridono, scherzano e ballano in modo allegro e festoso. 

IMMAGINE: nationalgeographic.com

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